Karpathos: l’isola della felicità – By Robby

1Molto più di kalispera e kalimera in questa isola di dice proprio jammas, l’equivalente del nostro “salute” mentre si brinda.

Nessun confronto con altre isole greche, avevo 10 anni quando ci sono stata l’ultima volta e per me, inesperta di Grecia, affascinata dalle casette bianche e blu e dai gatti che di giorno sonnecchiano in spiaggia e girano per locali tutte le notti, Karpathos è stata un’inattesa, piacevole e bellissima sorpresa.

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Dal punto di vista naturalistico le spiagge, siano di sassi o di sabbia sono davvero belle (c’è chi mi ha detto che sono tra le più belle dell’Egeo). Il vento, a volte così forte che ti porta via il telo del lettino, è splendido, fresco, frizzante e vivace.

La punta di diamante è comunque il mare, con colori che vanno dal blu cobalto al verde, dal celeste all’indaco e che rappresenta una vera delizia per gli occhi e per il corpo.

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L’isola non è immediata da girare, le strade non sono male ma sono tutte curve e un continuo su e giù. Armatevi di tanta pazienza se volete vedere molte spiagge diverse.

Il paese di Pigadia, unico vero centro dell’isola, è un rumoreggiare di turisti di tutto il mondo, con ristorantini, barettini, e negozietti uno attaccato all’altro, tra mille colori e un costante “bla bla bla “di fondo.

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I karpatiani chiacchierano moltissimo, dalla sera alla mattina, sempre, per ogni cosa. La lingua greca è bella, ha sfumature molto forti, che in un attimo declinano in una sonorità dolce e accattivante.

Forse proprio per questa loro loquacità incessante, sono in grado in un attimo di coinvolgerti in un valzer di parole, di raccontarti di loro e di chiedere di te. Che sia mentre sorseggi un caffè, mentre ceni o mentre passeggi. Sempre. Persone splendide, col sorriso, calde, festose, fiere delle tradizioni che danzano in pubblico, in una condizione difficile che spesso traspare nei loro racconti, ma sempre col sorriso.

Danze tradizionali e musica dal vivo evidenziano la sensualità delle donne e la virilità degli uomini, danze semplici e di seduzione. Non pensavo che una musica così diversa da quella a cui sono abituata potesse entrarmi nel cuore in due secondi e farmelo battere fortissimo. Gli uomini ballano e le donne si inchinano. Le donne ballano e gli uomini si inginocchiano. Un rito di antica seduzione e di fierezza che non si è perso nel tempo.

Insomma, i karpatiani sono così, e sono sempre col bicchiere pronto per brindare..jammas!!!

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Jammas allora e arrivederci Karpathos. Ho visto posti bellissimi e persone altrettanto belle.

Una parte del mio cuore è ora greca.

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PS: mille grazie Licia per avermi “spedito” a Karpathos.

GENTILMENTE SCRITTO DA ROBERTA NANNINI

 

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