Il Giappone (di Matte)

Del tutto per caso, qualche tempo fa, ricevevo una telefonata da un caro amico che mi chiedeva qualche consiglio su di un viaggio che aveva intenzione di programmare in un paese da me già visitato, il Giappone.

Era in effetti da diverso tempo che mi capitava di affrontare pur in modo superficiale qualche argomento riconducibile alla cultura giapponese: d’altra parte è sotto gli occhi di tutti l’enorme rilievo che ormai la cultura nipponica ricopre anche nel nostro tradizionalista paese. Basti pensare alle tecnologie, alla moda, ai cartoni animati con cui siamo cresciuti, all’elettronica e, soprattutto, alla gastronomia che, specie di recente, ha riscosso un successo del tutto imprevedibile fino a qualche anno fa in una nazione come la nostra.

E pensare che nel 2009, quando insieme ai miei soliti compagni di avventura decidemmo di volare dall’altra parte del mondo, la prima preoccupazione era stata proprio quella di capire cosa saremmo stati costretti a mangiare durante l’intero mese da spendere in oriente. A quel tempo infatti la moda del sushi bar non aveva ancora assunto le dimensioni attuali e, specie nelle città di provincia come la mia, non era così scontato che una compagnia di amici potesse preferire un ristorante giapponese ad una pizzeria. Di certo nel 2009 il padiglione giapponese all’EXPO non sarebbe stato così gettonato!!

In modo del tutto inaspettato, invece, fu proprio la cultura gastronomica a stupirci in senso positivo. Da questo punto di vista infatti il  Giappone assomiglia tantissimo all’Italia. Dimenticate infatti i soliti menu proposti per le strade delle nostre città quasi sempre consistenti in pesce, crudo o cotto, qualche zuppa o gli immancabili spaghetti alla piastra, di più probabile ispirazione cinese che nipponica.

In Giappone la varietà dei cibi che potrete assaggiare è incredibile: in ogni regione dell’arcipelago possono assaggiarsi qualità del tutto differenti di pietanze, da pesce a carni di ogni genere, dalle verdure ai comunissimi ramen (spaghetti in brodo), dal riso ai succulenti dolci.

Molti altri sono tuttavia i motivi che possono giustificare un lunghissimo viaggio fino alla parte opposta del globo: il Giappone è una nazione che riuscirà a stupirvi ben oltre quello che potete immaginare.

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È infatti un facile errore ritenere che il paese, così tanto “occidentalizzato” da un punto di vista socio-culturale, condivida con noi abitudini o stile di vita. Questo stesso errore lo avevo fatto pure io che, dopo aver vistato diverse nazioni nella parte occidentale del mondo, avevo ritenuto di usare il Giappone come anticamera rispetto all’oriente, nella convinzione di trovare un mondo tutto sommato combaciante con il mio.

Mai considerazione fu più sbagliata.

Unico elemento di somiglianza può essere considerato l’aspetto formale che le grandi città giapponesi hanno: per tutto il resto, ogni singolo aspetto della vita quotidiana del giapponese costituirà per voi un capitolo completamente nuovo da affrontare.

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In Giappone, ad esempio, l’inglese non è molto diffuso; ciò nonostante la naturale e spontanea educazione della popolazione e l’ordine che permea ogni aspetto della poliedrica società locale vi permetteranno di socializzare con facilità e di risolvere ogni vostra problematica in un attimo. Per certi versi, mi è parso a volte più semplice ottenere indicazioni laggiù piuttosto che in Italia, senza tuttavia nemmeno usare una lingua comune!!

Vi basterà pensare, ad esempio, che, per prendere un treno, il rimedio più comune tra gli occidentali in visita è quello di fare affidamento sull’orario di arrivo del mezzo piuttosto che sulla sua indecifrabile destinazione: ad un italiano potrà sembrare un sogno, ma qui i treni arrivano esattamente all’orario indicato, senza neanche un secondo di ritardo.

Senza annoiarvi ulteriormente con questa confusa premessa, voglio provare a delineare quella che potrebbe essere una traccia per la visita del paese.

Innanzitutto spenderei due parole sul periodo dell’anno in cui affrontare il viaggio. È noto a tutti come il periodo migliore per esplorare il Giappone è quello della primavera. Infatti nel corso dell’estate le alte temperature e la forte umidità, soprattutto nelle aree più meridionali e nelle grandi città, determinano una situazione climatica piuttosto faticosa. L’inverno ovviamente presenta le più classiche problematiche, ossia il freddo intenso e l’umidità, specie se si decide di avventurarsi nel profondo nord (Hokkaido).  Ciò detto, non spaventatevi se anche voi godete, come la maggior parte di noi,  di ferie concentrate nell’estate: io in Giappone sono stato in agosto e, a parte qualche picco di maggior caldo, ritengo che nel complesso, con un minimo di forza di volontà, l’avventura possa essere tranquillamente affrontata anche in quella stagione.

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Il modo più intelligente per programmare la visita del paese è quello di percorrerlo da nord a sud, poiché il Giappone, come l’Italia, è una nazione lunga e stretta che ha sviluppato la maggior parte degli agglomerati lungo le coste. La parte più settentrionale, diciamo da Tokyo in su, è senza dubbio quella meno interessante da un punto di vista prettamente turistico, pur avendo un gran valore di carattere naturalistico: tutte le grandi città ed i monumenti più famosi si trovano infatti nella parte centrale e meridionale della nazione.

Punto di inevitabile partenza è la capitale, Tokyo, una delle megalopoli più grandi ed abitate del mondo.

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Senza annoiarvi con un enorme elenco dei tanti monumenti e templi visitabili nella città e descritti di certo con maggior cura nelle varie guide turistiche disponibili, preferisco suggerirvi alcune cose da fare assolutamente. Innanzitutto non potete non andare a consumare un bel pasto in una delle migliaia di baracchine che popolano il mercato del pesce di Tokyo, uno dei più vasti al mondo: il numero di qualità di pesci e molluschi è praticamente infinito. Esperienza unica ed irrinunciabile, specie se si è ghiotti di sushi e simili.

Altrettanto unico è il quartiere di Akihabara, a tutti gli effetti regno dell’elettronica, dove vi capiterà di passeggiare di fronte a milioni di led colorati, negozi di ogni genere di collezionismo o di prendere una tazza di cioccolata servito da cameriere che, vestite in stile fumetti manga con tanto di code e orecchie da animale, vi ammiccheranno ogni volta che si avvicineranno al vostro tavolo.

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Potrei probabilmente riempire pagine consigliando esperienze uniche da fare in questa enorme città, ma preferisco concludere limitandomi a suggerirvi di vivere al massimo almeno una serata del weekend cittadino. Il panorama del divertimento è, come immaginabile, nutritissimo e i giapponesi vi sapranno sicuramente stupire per la propensione che hanno a dare, per così dire, il massimo in queste occasioni!!

In ultimo, se vi dovesse rimanere tempo a sufficienza, nei dintorni di Tokyo suggerisco di vistare Nikko, città posta a circa 150 KM a nord della capitale e nota per i suoi stupendi templi (patrimonio dell’Unesco) e per la famosissima scultura delle scimmie sagge (non vedo, non sento, non parlo), o anche Kamakura, resa celebre per l’enorme statua in bronzo del Buddha, capace anche di resistere, a differenza del tempio che la ospitava, ad uno tsunami nel XV secolo.

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Per proseguire il vostro percorso lungo il paese dovrete dirigervi verso sud con destinazione Kansai, di certo una delle regioni più importanti del paese. In questa area sono senza dubbio tappe obbligatorie la megalopoli Osaka e la città storica di Kyoto. La prima, pur non regalando al visitatore scorci romantici o monumenti degni di particolare nota (a parte il famoso castello), sicuramente fornisce una precisa immagine della vorticosa quotidianità di un grande e moderno snodo commerciale ed industriale.

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Kyoto, invece, deve essere considerata una destinazione immancabile. La città infatti è decorata da numerosi e fantastici templi che potrete vistare muovendovi, in perfetta sintonia con le abitudini locali, con una bicicletta che, senza alcuna difficoltà, potrete noleggiare presso uno dei tanti negozi od anche direttamente nell’ostello in cui alloggerete.

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Poco distante da Kyoto è Nara, un’incantevole cittadina famosissima per i templi ed i luoghi sacri ma, soprattutto, per la presenza, liberi per le strade della città, di una infinità di cerbiatti che non vedranno l’ora di essere viziati dai turisti che, inevitabilmente generosi, offriranno loro i biscotti venduti dai tantissimi chioschetti presenti allo scopo nella zona.

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Sempre in Kansai può valere la pena di spendere una giornata, o anche mezza, nella città di Kobe, tristemente nota per essere stata completamente distrutta negli anni ‘90 da un fortissimo terremoto. Per i più golosi non è da perdere l’occasione di mangiare una prelibata bistecca del rarissimo bovino di razza autoctona, una qualità di carne che nel nostro continente viene offerta a prezzi a dir poco proibitivi per il semplice fatto che tale bovino viene allevato nella sola zona circostante la città di Kobe con metodi assolutamente tradizionali e senza una industrializzazione pesante dell‘allevamento.

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Rotolando verso sud consiglio di spezzare il viaggio con la visita del castello di Himeji, nel suo genere il monumento più importante dell’intero paese, prima di fermarvi ad Hiroshima, riguardo alla quale non è nemmeno necessario ricordare il motivo di tanta fama.

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Tuttavia, pur essendo impossibile non valorizzare gli eventi storici legati alla seconda guerra mondiale, avrete senza dubbio il modo di divertirvi e di gustare l’atmosfera di una città molto viva e nelle cui strade, non appena tramontato il sole, si riverseranno una moltitudine di persone desiderose di scordare lo stress della giornata di lavoro bevendo birra e mangiando le famose okonomiyaki, le buonissime frittate locali.

Una classicissima escursione da farsi anche in giornata da Hiroshima è la gita sull’isola sacra di Miyajima.

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Questo luogo incantevole, dominato da un enorme tempio strutturato su palafitte, ha tutti i caratteri per essere giudicato magico: una porta thori domina la baia che, per metà giornata è ricoperta dalle acque, mentre nella restante parte, per effetto della bassa marea, appare come una landa sabbiosa. I cerbiatti e le scimmiette popolano le strade ed i luoghi sacri, mentre rituali dalla tradizione secolare vengono ripetutamente celebrati dagli uomini di fede che vivono in questa isola. Pensate che qua a nessuno è concesso di nascere o morire.

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Giunti orami nella parte più meridionale dell’isola principale della nazione, Honshu, se avrete ancora alcuni giorni a disposizione, potreste programmare di prendete un velocissimo treno con direzione Fukuoka, città molto vivace ed infatti nota per il divertimento notturno.

In ultimo, e se tutto quanto elencato non vi parrà sufficiente ad impegnare il vostro tempo in Giappone, vi consiglio anche le città di Beppu, centro termale noto per gli onsen, ossia le caldissime terme nipponiche, e Takayama, grazioso paese tra le Alpi Giapponesi famosissimo per la produzione di sakè, che potrete assaggiare visitando una delle tantissime distillerie sparse per le strade del centro.

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Prima di chiudere, tuttavia, voglio spendere due parole anche per darvi qualche indicazione utile.

Per quanto riguarda il pernottamento, il Giappone ad un primo sguardo vi parrà particolarmente caro: in realtà è solo questione di capire dove dormire. I grandi hotel dal classico gusto occidentale sono infatti molto dispendiosi, specie nelle grandi città o nei luoghi a vocazione turistica, mentre una vastissima gamma di ostelli tradizionali o i famosi ryokan, molto diffusi nella cultura locale, faranno senza altro a caso di chi vuole risparmiare sull’alloggio e desidera, allo stesso tempo, avere occasioni per conoscere persone, scambiare esperienze e, ovviamente, divertirsi.

In questa categoria consiglierei la catena J Hoppers, gestito da uno staff molto disponibile ed attrezzato, che ha strutture in più città. È sempre consigliata la prenotazione anticipata visto che sono costantemente presi di mira dai viaggiatori.

E questo è sicuramente un buon segno!!

In relazione ai trasporti, partendo dal presupposto che i servizi pubblici giapponesi devono essere considerati quasi dei servizi di lusso per comodità e funzionalità, consiglio vivamente di visitare il paese sfruttando i treni veloci delle ferrovie giapponesi. I biglietti per i treni (specie di quelli più rapidi) sono molto cari ma, per nostra fortuna, il Giappone prevede per i turisti stranieri la possibilità di ottenere il Japan Rail Pass, tutto sommato simile all’europeo interrail, che vi permetterà di viaggiare illimitatamente per un determinato periodo di tempo ad un prezzo assolutamente ridicolo rispetto al costo del biglietto singolo. Dovrete però informarvi prima della partenza, perché il Pass può essere richiesto solamente al di fuori del Giappone prenotandolo anticipatamente tramite le poche agenzie accreditate.

Termino qui questo piccolo estratto di quella che è stata la mia esperienza nel la terra del Sol Levante, un paese abitato da persone fantastiche, votate per natura all’educazione ed al rispetto, che mai riusciranno a negarvi ospitalità od un gesto di cortesia. Non a caso il sorriso è protagonista di un grandissimo numero di proverbi e detti locali.

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Un paese, il Giappone, che, incredibilmente, si compone di frenesia e di tranquillità, di perversione e di fede, tutti elementi contrapposti che, come il profondo rispetto per la tradizione e la insaziabile voglia di cambiamento, costituiscono le opposte ma inscindibili facce della società giapponese.

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Buon Giappone a tutti.

“Un sorriso vale mille parole”

proverbio giapponese

SCRITTO DA MATTEO DORELLO

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2 pensieri su “Il Giappone (di Matte)

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