Piangere di gioia, a me qui capita spesso.

Appuntamento ore 8.30 alla reception con un mezzo sconosciuto: Federico!
Dopo una super doccia rinfrescante, (pensavo di essere dentro a un forno quella notte), vado a far colazione, Fede è già lì che mi aspetta!
Andiamo a prendere el coche da argentina rent a car (1000 pesos 2 giorni).
Ci consegnano una clio blu, almeno 10 minuti per fotografare le mille botte che già aveva (da distruggere avremmo avuto ben poco) poi partiamo alla scoperta del nord, un po’ così, senza progettare, senza sapere dove avremmo passato la notte.
Prima tappa Purnamarca, qui parcheggiamo il bolide e ci dirigiamo verso la piazza dove si trova il mercato artigianale! Tantissimi maglioni di lana morbidissima, io compro un paio di cose simpatiche, Fede mi osserva!IMG_9534.JPG

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IMG_9544.JPG Purnamarca è famosa per il cerro de los 7 colores, vale la pena vederla dall’alto con una breve passeggiata.

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Tilcara è la meta successiva dove ci fermiamo per il pranzo, questa signora attira la nostra attenzione con le sue tortillas e ce ne divoriamo due a testa!
(costo 10 pesos l’una)

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Proseguiamo e raggiungiamo Humahuaca, più a nord, dove incontriamo i primi cactus giganti (ne incroceremo parecchi!). É la prima volta che li vedo così vicini, questi però non li posso abbracciare 😦
Sulla piazza principale da cui parte la scalinata troviamo un gruppo di humahuachesi che ballano la copla!

Saliamo fino su, nel punto più alto e da lì osserviamo il paesino, se così si può definire! Qualche bimbo lungo il tragitto cerca di venderci foglie di coca, l’altitudine inizia a farsi sentire.

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prima di lasciare Humahuaca facciamo scorta di frutta!

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e qui, a caso, decidiamo di rivolgere il muso della clio verso Salinas Grandes. Avevo chiesto a Fede, prima di partire quella mattina, una sola cosa, di portarmi lì.

Sono le 5 passate del pomeriggio, non sappiamo se facciamo in tempo ad arrivarci, la benzina è pochissima e grosse nuvole coprono la lunga strada in salita, ma un po’ inconsciamente svoltiamo a destra in direzione dell’altopiano.
Intanto, a forza di non tacere un secondo come mio solito, cresce la confidenza con Fede.
Dopo un’oretta ci ritroviamo a 4170 mt, è freddo e il sole è bassissimo! Due geni😀. Una discesa fatta di curve ci separa dalla piana salina.

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Finiti i tornanti, dall’ultimo rettilineo infinito capiamo di essere vicino vicino a quel posto magico, che da una vita voglio calpestare.
Non so se è solo l’altitudine a farci ridere, ma quella lunga strada dritta che si percorre per poi vederle è indimenticabile per me.
Soprattutto quando al tuo fianco sai che hai un compagno che prova la stessa emozione. Mi sembra di essere sotto effetto di qualche droga {come se ne conoscessi le conseguenze}! I miei battiti aumentano e e l’emozione diventa enorme.
Li ho capito di aver scelto senza accorgermene chi volevo fosse il mio compagno di viaggio di quei giorni.

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solo noi. Nessun’altro essere umano. Le saline ci stavano aspettando. L’effetto? Rimani a bocca aperta. Le avevo viste su tanti cataloghi ma potercisi sedere sopra è un’altra cosa, totalmente.

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è come camminare su un tappeto bianco, se sbagli il passo però affondi.
Vedere questo panorama che sconfina e arrivarci senza volere all’ora del tramonto e a corto di benzina ti fa capire tanto, proprio per questo sulla mia pagina fb quel giorno devo scrivere che mi sento FORTUNATA.
Persa la cognizione spazio temporale verso le 21 circa ci dirigiamo ancora a nord, cercando un posto dove dormire.


Susques a 55km sembrava l’unica soluzione ma sapevamo di non arrivarci con la nafta.
Poi colpo di scena, poco dopo vediamo una strada sterrata che indica ‘santuario de los 3 pozos’, svoltiamo per quella stradina sterrata e iniziamo a intravedere un paio di casette di fango/muratura.
Io scendo nel buio totale e chiedo casualmente all’unico ristorante (due tavolini vuoti) se avevano due letti per la notte.
Mi dicono di aspettare un secondo ma che mi avrebbero aiutato.
Dopo pochissimo esce una signora che mi conferma che c’è posto! Avremmo dormito tra la sala del ristorante e il bagno, in una sorta di garage, ma questo lo scopriamo dopo quando ci passano davanti 3 ragazze che, chi con coperte, chi con la rete del lettone, stavano iniziando ad allestire il nido per la notte! SENZA PAROLE CREDETEMI {detta da me vuol dire tanto}! L’oste inizia a preparare la cena ed io sono talmente eccitata che non sentivo neppure il bisogno di mangiare.

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Non riuscivo neanche a star seduta perché fuori da quella capannina c’erano fulmini che illuminavano a giorno tutto intorno e volevo almeno capire dove fossimo finiti ahahah
Abbiamo cenato grazie alla lucina dell’iPhone, tutta la notte l’elettricità andava e veniva.
Dopo cena mi concedo un giro attorno alla casupola, per fortuna non piove e posso ammirare incantata quel cielo stellato a 3750 metri, così vicino che pare ti voglia abbracciare e proteggere.
Qui ho pianto di gioia. Non credevo ancora di aver appena visto un tramonto mozzafiato sulle saline e di aver un letto.

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IMG_0218.JPGSantuario de los 3 pozos

Mi sentivo stanchissima, ma non ho chiuso occhio tutta la notte, povero Fede che mi ha dovuto sopportare!!
Credo sia stata colpa dell’altitudine e del fatto che alle 5.30 avevamo fissato la sveglia per andare a vedere l’alba insieme a Patrick, francese in giro da 16 anni lì nel paesino a insegnare per pura passione calcio ai bambini del villaggio.

che fatica alzarsi senza aver neppure chiuso occhio, ma sono stata ripagata!Lo ammetto!!!

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Salinas Grandes

 

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Quella mattina dopo essere riusciti a fare il pieno grazie a un amico del proprietario del ristorante, ci dirigiamo verso Salta.
Un viaggio infinito perché tutta la ruta è sterrata, con noi Patrick.
Unica nota interessante della giornata è stata fermarsi in questi piccoli villaggi e incontrare queste popolazioni che sopravvivono grazie alla pastorizia.

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Arriviamo a Salta, consegnamo la clio {diventata da blu color panna} e dopo una doccia andiamo a fare un salto in città, scegliamo come sempre uno dei pochi bar turistici per una birra Saltena e un pugno di noccioline, rientrando solite empanadas per cena di fronte a dove dormiamo presso Coloria hostel (86 pesos in camera quadrupla), già prenotato precedentemente e dove ho incontrato Fede.
Il nostro tour successivo di 3 giorni non è stato confermato, quindi decidiamo di noleggiare l’auto per altri 5 giorni!

A breve il continuo!
con affetto
LIC

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7 pensieri su “Piangere di gioia, a me qui capita spesso.

  1. Ciao Licia, ma in che paradiso sei capitata ? fantastico !! anche il nuovo compagno di viaggio mi sembra all’altezza!!
    un abbraccio Lella

  2. mi hai fatto emozionare.
    Raramente mi capita di immedesimarmi così tanto in chi scrive, tanto da avere i brividi!
    Grazie Licia!
    L’Argentina è tra i miei #Traveldreams2015 ed è merito tuo!!!!!

    • Manu che bello!Non so come ringraziarti, appena ho letto il tuo messaggio ho riletto l’articolo, il bello di avere un diario di viaggio è anche quello, rileggere ed emozionarti come se fossi li, di nuovo con quei piedi sulle Saline, di nuovo sulla cima del cerro, di nuovo a 4000 mt d’altezza e con il sorriso stampato!L’Argentina era un mio sogno nel cassetto da anni, realizzarlo e viverlo cosi intensamente è stato meraviglioso, ti auguro di realizzarlo perchè merita. Merita troppo. 🙂

  3. Pingback: #2 Liebster award 2016! | TRAVELMOOD ITALY

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