India: perché? ce lo spiega Matte!

India: spunti per un itinerario – parte II – il Nord

…segue

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Obiettivo successivo del tour era la città sacra di Varanasi, che, sita nel nord-est del paese sulla sponda sinistra del Gange, rappresenta il luogo di riferimento più importante per la religione induista.

Un fitto ed intricatissimo dedalo di vicoletti che si srotolano disordinati lungo la sponda del “God Mother Ganga” (come dicono lì!), templi maestosi, i famosi Ghat, lunghe scalinate che discendono fin dentro il grande fiume, unitamente ad una incessante attività di celebrazione religiosa, regalano al visitatore un quadro della cultura indiana davvero puro ed autentico.

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Da questo momento in poi aveva inizio il segmento di viaggio senza dubbio più suggestivo, perché comprensivo dei luoghi certamente più famosi ed impressionanti dell’intero paese. Infatti, dopo diverse ore di treno da Varanasi, giungevamo nella città di Agra, resa unica dalla presenza del più importante e famoso monumento indiano, il Taj Mahal. Esagerato esempio di architettura musulmana, il Taj fu edificato nel XVII secolo quale tomba per la moglie preferita dell’imperatore della dinastia Moghul, il quale, forse, mai avrebbe pensato di offrire alla memoria dell’amata addirittura un’opera che sarebbe rientrata nel gruppo delle Sette Meraviglie del mondo moderno.

Meta successiva era invece #Jaipur, città che viene definita “rossa” per effetto della colorazione dei principali edifici storici e della cinta muraria, esattamente rettangolare e tuttora integra ed imponente.

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Da non perdere l’Hawa Mahal, grandioso ed elegante edificio del periodo Moghul ove alloggiavano le donne del Maharaja, e, poco fuori Jaipur, l’Amber Fort, situato tra ripide colline e difeso da una cinta muraria che, per struttura e contesto, ricorda decisamente la più famosa muraglia cinese.

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Il lungo passo seguente era rappresentato da una cavalcata a bordo del treno fin verso i confini occidentali con il Pakistan, in un immersione nella zona del paese più fortemente influenzata dalla cultura islamica: destinazione Jaisalmer.

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Questa città, antica fortezza sita al centro del grande deserto del Thar, offre, senza dubbio, alcuni degli spunti più suggestivi dell’intero viaggio. Infatti, oltre alla esplorazione degli intricati vicoletti, dei templi e dei camminamenti che caratterizzano il Forte, ideale scenografia di un racconto da “le mille e una notte”, è assolutamente necessario allontanarsi dal centro abitato per penetrare profondamente nel deserto, lasciandosi completamente andare a quel senso di romantico abbandono che, inequivocabilmente, lo connota.

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Di tutto altro impatto è invece la meta successiva ed ultima del nostro viaggio: la capitale Delhi.

Infatti, già lungo il percorso, gli ampi spazi aperti del deserto del Thar lentamente lasciano posto a fitte e malandante costruzioni, che, per un verso, meglio rappresentano quale sia l’effettività della condizione sociale del popolo indiano.

La capitale è città immensa, almeno quanto le contrapposizioni che la caratterizzano.

In alcune aree, con particolare riferimento alla zona di nuova Delhi, sarà assolutamente naturale, pur con le dovute proporzioni, credere di essere ripiombati nel mondo occidentale, mentre in zone come la città vecchia, il caos e la sporcizia più invadente rammenteranno al visitatore quanto effettivamente sia distante la propria terra.

Ciò nonostante le piccole stradine che si diramano tutt’attorno alla Moschea Rossa (Jama Masjid), più grande edificio di culto islamico del paese, meritano senza dubbio di essere visitate anche senza una meta precisa, ma con il dichiarato intento di perdersi tra le numerosissime bancarelle che mettono in vendita qualsiasi animale o parte di esso, tessuti, le immancabili spezie e qualsiasi altra cosa possiate immaginare!!

Dunque, come ogni capitale che si rispetti, la città di Delhi racchiude in se stessa i caratteri più tipici del paese. Scenari mozzafiato, come il parco archeologico del Qutb Minar, edifici istituzionali di neoclassica ispirazione, quali i palazzi del potere a New Delhi, quartieri ricchi di verde ed attività commerciali, come l’area circostante Connaught Place, ma anche disagio sociale, sporcizia, povertà e traffico in perenne congestione.

Si conclude quindi nella capitale la mia prima esperienza indiana, con la consapevolezza che, pur avendo toccato i luoghi più rappresentativi del paese, il desiderio di tornare alla ricerca di altri volti ancora più misteriosi e nascosti di questa nazione mi porterà, prima o poi, ad una seconda visita.

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Per tutti queste ragioni, consiglio a chiunque ama viaggiare di dedicarsi all’esplorazione dell’India, con l’intento di comprenderne la cultura e la tradizione, oltre che di apprezzare ed ammirare le meraviglie naturali ed architettoniche che la rendono unica.

Insomma, come ogni traguardo duro ed arduo regala le migliori soddisfazioni, così un’avventura in India fornirà ad ogni amante dei viaggi una emozione difficilmente replicabile e la sensazione, forse, di essere diventato un “vero” esploratore.

Matte

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