Modena –all –day –long

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Modena è una graziosa Città non molto grande, ma ben popolata, contenendo 26m. abitanti. È celebre nella storia per aver dato asilo a Bruto dopo l’uccisione di Cesare. La sua situazione è in una fertilissima pianura. Le strade selciate di ciottoli di fiume sono incomode per la gente a piedi, la quale però può camminare sotto ai portici, la maggior parte dei quali è di meschina struttura. Quello del Collegio è il più bello e più frequentato. Da alcuni anni è stata in gran parte abbellita, di modo che si distingue in Città nuova e vecchia. Il Palazzo Ducale servì ultimamente ai pubblici uffizj e all’Istituto del Genio. Questo edifizio, più magnifico che perfetto, ha 4 ordini di architettura, Dorico, Jonico, Corintio e Composito, ed è situato nella parte più nobile della Città. Si cercherebbe invano la bella collezione di quadri e di altre preziose rarità che una volta lo decoravano. Augusto Re di Polonia ed Elettore di Sassonia acquistò cento dei miglior quadri, fra i quali la Notte del Coreggio al prezzo di 50,000 lire sterline, ed il rimanente delle ricche e nobili suppellettili fu trasportato altrove nelle ultime vicende d’Italia: vi si vedono ancora l’Eneide dipinte da Nicolò dell’Abate. La maggior parte delle chiese non meritano particolare considerazione, se si eccettui S. Vincenzo e S. Agostino: la Cattedrale stessa è un cattivo ed oscuro edifizio gotico. L’unica cosa che siavi degna d’osservazione, è la Presentazione di Cristo al Tempio, quadro di Guido Reni. La Torre tutta di marmo è una delle più alte d’Italia. La Biblioteca di Modena è una delle più celebri, ricca di manoscritti e di edizioni rarissime. Questa Città possiede una Università di qualche nome, oggi Liceo; un Collegio d’educazione benissimo sistemato, d’onde sono usciti degli allievi che han fatto onore alle Lettere, alle Scienze, alla Politica e all’Armi, un Teatro ben decorato, e che imita in qualche maniera gli antichi Anfiteatri. La Secchia celebrata dal Poema del Tassoni, che nacque in Modena, è trofeo di un trionfo riportato dai Modanesi sopra gli abitanti di Bologna nel seno stesso di questa ultima Città, verso la metà del X secolo. Modena fu patria ancora del Sadoleto, del Castelvetro, del Sigonio e del Muratori. Ottime sono le acque potabili di Modena, ed un curioso amatore delle cose naturali fermandovisi alquanto non tralascerà d’osservare con attenzione l’agro, i monti, le fontane e le acque termali del circonvicino paese, prendendo per guida ciò che ne han scritto Bernardino Ramazzini e Antonio Vallisnieri. È conosciuto dai Fisici l’olio di sasso dell’agro Modanese.”

Così Modena veniva descritta già 200 anni fa e, pur non dimenticando il necessario lifting che la storia comporta, tutt’oggi restano immutati i tratti che contraddistinguono il sapore di questa città, che vanta scorci da “capitale”, pur conservando gelosamente una accoglienza semplice e tradizionale.

Inevitabile punto di partenza per il visitatore è la stupenda piazza Grande, che, ospitando la cattedrale ed il palazzo comunale, rappresenta a pieno titolo il cuore pulsante di Modena.

Proprio la Cattedrale, in compagnia, ovviamente, della torre campanaria detta Ghirlandina, è senza dubbio il più importante simbolo cittadino.

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Tale complesso, patrimonio dell’Unesco dal 1997, risulta essere uno dei più significativi esempi di architettura romanica italiana; la chiesa, edificata dall’architetto Lanfranco e abbellita dallo scultore Wiligelmo nel sito del sepolcro di san Geminiano patrono di #Modena, venne edificata a partire dal 1099.

Accanto alla chiesa svetta la bellissima Ghirlandina che, con i suoi 86,12 metri di altezza, si inserisce tra le più alti torri civiche italiane.

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Vi sono varie teorie sull’origine del particolare nome della torre, tra le più avvalorate ve ne sono 2: la prima si lega all’arrivo degli spagnoli in Italia, i quali, osservando il campanile, ne scorsero somiglianze con la Giralda di Siviglia, da cui Giraldina, Ghirlandina; la seconda invece fa più semplicemente riferimento alla presenza di due ghirlanda, ovvero balaustre, sulla sommità della torre.

Poco distante dalla cattedrale, percorrendo per intero la via Farini, si giunge nella vasta piazza Roma, luogo di fondamentale interesse nel centro storico per la presenza del maestoso Palazzo Ducale.

04Splendido esempio di architettura barocca, il palazzo viene subito notato dal visitatore per le sue dimensioni, una sorta di fuori scala che sovrasta e controlla tutta la città.

Con una architettura tanto sontuosa i duchi di #Modena, gli Este, vollero subito mostrare la loro forza e il loro potere nella  nuova capitale, dopo aver abbandonato Ferrara.

Il progetto iniziale venne realizzato dall’architetto Bartolomeo Avanzini nella prima metà del XVII secolo, alcuni storici ritengono che abbiano concorso alla redazione del progetto, fornendo pareri e consigli, architetti come Borromini, Bernini e Pietro da Cortona.

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Oltre a questi principali complessi la città, articolata fra tortuose stradine che ricalcano il percorso degli antichi canali, offre altre eccellenze quali la #GalleriaEstense, che raccoglie opere d’arte dall’inestimabile valore, che apparteneva al casato che per secoli dominò la città (ora però chiusa per ristrutturazione a causa degli eventi sismici del 2012), il museo Casa Natale di Enzo Ferrari, interessante esempio di architettura contemporanea inaugurato nel 2012 ed il cimitero di San Cataldo, il cui ampliamento è stato progettato dall’insigne architetto Aldo Rossi.

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Ma ciò che rende veramente unica #Modena è l’insieme di tutti questi elementi, l’inaspettata visone di una facciata barocca sul finire di un piccolo vicolo tortuoso, la presenza, forte e radicata, di elementi della tradizione che, reinterpretati e adeguati ai tempi, sopravvivono nella loro modenesità, come il tipico mercato coperto sito a due passi dalla #Ghirlandina o le piccole botteghe (San Biagio, Giusti) incastonate ai piani terreni degli antichi #palazzi patrizi.

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Andrea e Matteo

 

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