Not all those who wander are lost – SameSameTravels

 

xcxcxcxc1E’ strano scrivere a proposito di viaggi mentre si sta fermi. Puoi ricordare perfettamente i paesaggi, le strade, le persone e alcune delle conversazioni, ma è difficile ritrovare le emozioni. La destinazione non fa il viaggio, e descrivere il tramonto sopra le risaie del Guanxi, come avevo intenzione di fare, non trasmetterebbe quella particolare sensazione di libertà derivante dal trovarsi letteralmente in mezzo al niente. I miei vestiti sporchi di terra sarebbero serviti da testimoni per i lunghi tragitti su dubbi mezzi di trasporto, e sulla noncuranza di un paio di ragazze che viaggiano attraverso la campagna cinese con uno zainetto, ma difficilmente avrebbero segnalato la mia risoluzione di liberarmi dai miei stessi vincoli.

A dire la verità anche se sono passati svariati anni ricordo ancora quei giorni sui terrazzamenti di Longji come il momento in cui decisi di iniziare a “vagare”. Ricordo di aver preso a cuore le parole di Tolkien – non tutti quelli che vagano sono persi – facendo una foto a un cartello di legno che delimitava un bivio e stabilendo una vaga connessione tra la mia vita e quei sentieri.

Per lungo tempo la mia vita aveva seguito un percorso chiaro, e non troppo accidentato: una passeggiata tranquilla, con una destinazione chiara. Pianificavo ogni passo con molta cautela e facevo attenzione a che i miei vestiti non si sporcassero mai. Poi, durante quel viaggio, mi resi conto che sapevo a malapena dov’ero diretta, come se avessi seguito una strada senza uscita tutto quel tempo. Invece di farmi prendere dal panico, girandomi dall’altra parte per cercare di trovare un sentiero adatto, accolsi l’incognito a braccia aperte e mi incamminai in quelle terre selvagge.

I terrazzamenti di Longji sono situati vicino Guilin, o Yangshuo – “vicino”, in termini cinesi, significa un quattro cinque ore di distanza in macchina -. La maggior parte degli ostelli e hotel a Guilin saranno lieti di organizzare un tour ai terrazzamenti della “Spina dorsale di Drago”, ma quale vagabonda professionista che sono ho sempre deciso di fare di testa mia, prendendo qualche bus locale. Non ricordo bene quanti autobus io e la mia amica prendemmo, qualcosa tipo cinque o sei, per andare da Guilin fino ad un posto anche lontanamente vicino alla nostra destinazione. Ricordo che lasciammo la città in mattinata e che arrivammo alla guesthouse in cima alle colline al tramonto. Sono certa che esistono modi più semplici per muoversi da quelle parti, ma non mi sprecai troppo a cercarne, decidendo invece di viaggiare veramente “alla cinese”. Ciò significò, naturalmente, fare uso del mio cinese tentennante per chiedere ai controllori sugli autobus se ci avrebbero condotto sulla collina o nei dintorni, e fidarsi ciecamente quando ci dicevano di scendere dalla vettura nel bel mezzo di una strada deserta sotto il sole cocente, aspettando che arrivasse “il bus giusto”.

 

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In qualche modo arrivammo ai piedi della collina, che è dove si trovano tutti i pullman turistici e i gruppi di viaggi organizzati, con grosse macchine fotografiche e vestiario inadatto, che ti fanno un po’ ripensare all’idea del fare tutto di testa propria, eccetto per il fatto che ti senti molto più realizzata per essere arrivata senza aiuti esterni.

Senza idea alcuna su dove fossimo dirette decidemmo di seguire una donna locale di etnia Yao, che stava salendo la collina. Piccola ma tenace, la signora insisté affinché le dessimo i nostri zaini da portare in una gerla sulle sue spalle (a pagamento, naturalmente), e ci offrì una stanza nella sua locanda per la notte. Prive di piani migliori, e ben contente di lasciarci alle spalle tutti quei turisti, la seguimmo fino al piccolo villaggio a cui puntava, Tiantou, in cima ad una bellissima collina terrazzata, senza macchine, strade né hotel.

Quando finalmente arrivammo, era il tramonto e avevamo fame. Qualche cartello attorno a noi indicava sentierini scenici e carini nei dintorni, ma tutto ciò che volevamo fare era sederci di fronte alla locanda e respirare aria pulita, semplicemente grate che ci fosse permesso di godere di una vista tanto splendida.

Gli abitanti di Tiantou sono praticamente tutti contadini e locandieri. Buona parte del loro reddito deriva dall’affittare un paio di stanze nelle loro case di legno ai visitatori, e dal preparare loro la cena. Quando ci chiesero se volessimo mangiare riso di bamboo per cena, accettammo con piacere – avendo visto il padre della locandiera tagliare del bamboo nel cortile – e ordinammo anche del pollo. Il riso fu servito in tempi brevi, direttamente nella canna di bamboo, ma il pollo non arrivava. Proprio quando stavamo iniziando a pensare se ne fossero scordati, vedemmo la madre della locandiera entrare stringendo il collo di un pollo così fresco che solo pochi minuti prima zampettava nel cortile: avevano ucciso un intero pollo solo per noi. Lo onorammo nel migliore dei modi.

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Camminando su quei sentieri la mattina successiva appena dopo l’alba, ammirando le gocce di rugiada sulle foglie e guardando dei cani giocare tra le risaie, pensai di aver appena scoperto un nuovo modo di viaggiare. Ricordavo qualche lezione all’università a proposito di turismo sostenibile, e pensando ai polli nel cortile non potei fare a meno di chiedermi se quella fetta di paradiso in terra, in cima alle montagne del Guangxi, fosse il vero significato del viaggiare. Il fatto che ci fossi arrivata quasi per caso, viaggiando su ogni sorta di trabiccolo, in qualche modo rendeva tutto ancora migliore.

Tornai a Tiantou due anni dopo, con mia madre, perché avevo promesso alla locandiera che ce l’avrei condotta. Sono certa che prendemmo meno autobus e che ci mettemmo molto meno ad arrivare – ma non riesco a ricordare così bene il tragitto.

Nonostante sia più lontana nel tempo, gran parte dei miei ricordi di Tiantou sono legati a quel primo viaggio, quando non sapevo dove stavo andando e trovai la mia strada tra i terrazzamenti di riso.

 

è bello scoprire che nella tua terra altri giovanissimi viaggiatori siano pieni di idee e sogni come me, bel sito nato da poco ma con ottime prospettive! 10603411_697075500376966_8858285144496211693_n

Giovanni, Alessandro, Emanuele.

li trovate:

website: http://www.samesametravels.com/

https://www.facebook.com/SameSameTravels

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