IL VIAGGIO in una pillola

Non posso recensire un posto in particolare, non me la sento, sono tutti speciali a loro modo… Il miglior viaggio è quello che non ho ancora intrapreso… Io cercavo nuove mete ma avevo bisogno solo di nuovi occhi, ora è il momento in cui devo alterare la mia percezione delle cose perché è inutile andare a cercare nel mondo quello che non si riesce a trovare in se stessi. Voglio essere solo per me… Avevo intuito che il viaggio deve iniziare molto prima della partenza dentro di noi e non sto parlando della programmazione…

1502054_10202881890875263_706087354_nHo scelto ogni tipologia e soluzione di viaggio, ho visto quasi tutti i continenti (mi manca l’Australia, la tengo lì e più avanti mi giocherò sto jolly) e ho provato quasi tutto (che valga la pena provare) ma al termine di tutto, sempre, al rientro a casa una strana sensazione mi attanaglia sempre… Chissà se ho visto tutto, chissà se ho fatto tutto, chissà se ecc… Il ritorno a casa è un momento importante che serve per renderti conto di alcune cose, devi fare un bilancio… Sicuramente non mi sono mai risparmiato in viaggio ma ho trovato quello che cercavo? Che cosa cercavo? So che la felicità è vera se condivisa ma forse è proprio quella che sto cercando? La felicità o qualcuna con cui condividerla sufficientemente scriteriata da sostenermi… Chissà? Non viaggio per fuggire da qualcosa, questo è sicuro, ma l’obiettivo è quello di imparare, conoscere, osservare, scoprire e per dare un po’ di sollievo a quella sete di curiosità che mi logora! Un’innata predisposizione a fare il contrario, un istinto per l’intuizione, una sensibilità accresciuta, un pensiero evanescente sempre più arzigogolato fanno si che io assomigli, ora, più a un “Onironauta”che a un comune viaggiatore, devo inseguire i miei sogni senza dimenticarli mai, senza mai arrendermi! Voglio andare in quella direzione lasciando che le cose mi portino altrove… Ciò che è fuori è anche dentro quindi l’unica cosa da fare è lasciarsi andare, chiudere gli occhi per farsi trasportare dagli eventi, verso l’ignoto perché il vero viaggio non si controlla e non si programma, il vero viaggio è infinito, è il viaggio della vita in cui ogni giorno è speciale perché “solo”un altro giorno da vivere come se fosse l’ultimo. Ogni viaggio anche il più banale è importante perché anche quelli ti hanno fatto quello che sei e ti portano a pensare ciò che ora pensi. Il modo migliore per capire il mondo è vederlo da ogni possibile punto di vista e per farlo bisogna uscire dall’equilibrio, rinunciare alla sicurezza, rischiare, sacrificandosi per aspirare allo straordinario mettendosi in gioco in ogni attimo. In pratica bisognerebbe fermarsi e rendersi conto che c’è troppo da vedere per vedere tutto e la velocità è sicuramente il modo migliore per non vedere niente… È verità fondamentale che ammirare le bellezze del creato ispiri profondamente l’animo umano ma vero anche che una foto non potrà mai ricordare l’emozione se l’emozione non l’abbiamo realmente vissuta e salvata sulla nostra migliore memory card che è il cuore! Ormai per me il viaggio sta diventando solo la possibilità di aumentare le probabilità che ti accada qualcosa fuori dal comune, è esplorazione, l’esasperata ricerca atavica di posti che solo i miei occhi hanno visto e che solo i miei piedi hanno calpestato! La ricerca dell’esclusivo, della singolarità e dell’originalità! Assurdo! Ormai, quasi ogni posto del mondo è stato visitato, ogni località recensita o ogni bellezza immortalata… Questo spirito antico che non può più essere soddisfatto è schiacciato dalla gara moderna al viaggio! Solo con enormi oneri si può osare oltre… Arrivi al punto che intraprendere il viaggio a ritroso dentro se stessi diventa fondamentale e vitale quasi come respirare… Bizzarro! Solo una “gita” su qualche satellite abitabile del nostro sistema solare o l’esplorazione dei fondali oceanici del nostro pianeta potrebbero stimolare l’emozione del fanciullo ai primi viaggi, quello spirito avventuroso con cui sono nato… Questo merita una riflessione… Capisci che ti devi fermare e cambiare binario quando la stazione d’arrivo è diventata irraggiungibile! Scendi dal treno in corsa e ti ritrovi da solo con una sola destinazione in mente “ovunque” ma cambiando compagno di viaggio, te stesso con un’altro te stesso, sperando nel successo di trovare una migliore verità rivelata, un grado d’illuminazione più alto! Voglio riuscire a guardare una cosa già vista provando emozioni diverse, più essenziali, un ritorno ai bisogni veri dell’uomo, un ritorno verso la natura… Devo tornare indietro per andare avanti! Molto tempo fa’ eravamo tutti nomadi, qualcosa di questo è rimasto scritto nell’animo umano… Un errore molto grande è vivere il viaggio come un turista della natura scordandosi che anche noi siamo natura, figli suoi… Questa terra non ci appartiene ma noi apparteniamo a essa e questo bisognerebbe impararlo prima che il diventare polvere lo testimoni al posto nostro… Non allontaniamo troppo lo sguardo se non riusciamo neanche a notare le meraviglie che ci circondano, vedere sentire e annusare sono gli unici modi per conoscere il mondo, accendendo tutti i sensi, ricordando le nostre radici, dimenticando al tempo stesso chi siamo. Voglio andare sempre avanti con le gambe e con la mente l’importante è muoversi, sinceramente… Una cosa che sono sicuro di volere fare è conquistare il mondo, con l’unica arma che possiedo… la libertà! Tutto il resto sono pensieri che hanno l’aspetto che ha un’informe massa di vapori sospesi nell’aria. Voglio perdermi, voglio che la strada decida il mio cammino, voglio andare dove mi porta il cuore, voglio fermarmi per il tempo che desidero sostare, voglio vivere una fantasia incantata, voglio sconvolgermi, voglio allucinarmi, voglio il sole e le stelle al polso come unico strumento di misurazione del tempo che scorre, voglio tutto questo e lo voglio adesso, voglio partire e basta… Ovunque io vada, in realtà è la mia anima che sto cercando, per questo devo viaggiare, ma per una nuova strada, non posso avere rimpianti. Prima non lo sapevo ma è da una vita che mi sto preparando per questo, il giro del mondo in solitaria è già praticamente incominciato…

Grazie a Marcello Lambertini.

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2 pensieri su “IL VIAGGIO in una pillola

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